giovedì 1 dicembre 2016

Recensione:E' solo una storia d'amore di Anna Premoli








 Cinque anni fa Aidan Tyler ha lasciato New York sul carro dei vincitori, diretto verso il sole e il divertimento della California. Fresco di Premio Pulitzer grazie al suo primo libro, coccolato dalla critica e forte di un notevole numero di copie vendute, era certo che quello fosse solo l’inizio di una luminosa e duratura carriera. Peccato che le cose non stiano andando proprio così: il suo primo libro è rimasto l’unico, l’agente letterario e l’editore gli stanno con il fiato sul collo perché consegni il secondo, per il quale ha già incassato un lauto anticipo. Un romanzo che Aidan proprio non riesce a scrivere. Disperato e a corto di idee, in cerca di ispirazione prova a rientrare nella sua città natale, là dove tutto è iniziato. E sarà proprio a New York che conoscerà Laurel, scrittrice di romanzi rosa molto prolifica. Già, “rosa”: un genere che Aidan disprezza. Perché secondo lui quella è robaccia e non letteratura. E chiunque al giorno d’oggi è capace di scrivere una banale storia d’amore… O no?




 Carissimi lettori oggi voglio parlarvi del nuovo romanzo di Anna Premoli uscito il  3 novembre edito dalla Newton Compton,confesso che il precedente romanzo dell'autrice non l'ho letto per vari commneti negativi così mi sono lasciata influenzare ma riprendere la Premoli dopo svariati mesi ha avuto il suo effetto positivo su di me.Ho ritrovato l'autrice di prima,con il suo tocco magico nella penna,ci ritroviamo ad Anna più spiritosa e per la prima volta con il doppio punto di vista dei nostri personaggi.




 Questa volta la Premoli ci narra la storia attraverso due scrittori molto famosi ma molto diversi tra di loro sia nello stile della scrittura e del genere.Aidan con il suo unico romanzo ha vinto  il premio pulizer,un uomo arrogante e pieno di sè ,disgnegna il genere rosa come se fosse spazzatura e le lettrici che lo leggono non capiscono nulla. Laurel invece,è una persona che sa quello che vuole e sa dove arrivare,scrittice di romanzi rosa ma non usa il suo vero nome usa uno psedonimo Delilah Dee,anche se scrive storie romantiche lei nella vita privata odia il romanticismo e odia anche il colore rosa,ammetto che il contrasto fa ridere perchè lei di questa ragazza che scrive storie incredibili e poi sono tutte frutto della sua fantasia inoltre è dotata di un'ironia pungente e della capacità innata di comprendere chi le sta di fronte.


Aidan dopo aver vinto il premio pulizer sono passati ormai cinque anni ,nell'arco di questi anni non ha scritto nulla o meglio non riusciva nel scrivere un libro che valesse anche un'altro premio,mentre la nostra Lauren ne ha scritti più di quindici,il nostro Aidan ha dei conti da regolare così il suo manegar ed anche il suo migliore amico decide che per lui è meglio far conoscenza con la famosissima Delilah e cercare di vedere quel genere che lui tanto odia e ddetesta come qualcosa di nuovo,perchè quel genere vende come se vende.

I loro incontri/scontri suscitavano sempre un mix indefinito di sensazioni. Attrazione, elettricità, passione. Due persone che hanno saputo cogliere il vantaggio del collaborare insieme per raggiungere un obbiettivo, mettendo inconsapevolmente in ballo anche il cuore.

"Litigheremo."
"E poi faremo pace."
"Mi porterai all'esasperazione."
"E ti fornirò materiale di cui scrivere."
"Sei impossibile."
"Lo so... Ed è la prima volta che questa cosa mi è utile in vita mia."

Nel corso della lettura l'autrice parla del genere  rosa e spiega  il perché scriverli, una scrittrice che è fiera del suo lavoro ma allo stesso tempo mette in dubbio ciò che produce. Una storia d'amore che nasce inizialmente con il risentimento reciproco e battute taglienti, cresce con mazzi di fiori ,tazze di caffè e sorprese, che vi porteranno a leggere pagina dopo pagina.

Una lettura leggere e frizzante molto scorrevole nel suo stile ma forse unica nota negativa l'evolversi della storia d'amore tra Aidan e Lauren quasi tutto si svolge nelle ultime trenta pagine,ci volevo un epilogo più lungo al mio parere.

 




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