mercoledì 14 dicembre 2016

Recensione:Il mio barattolo della felicità di Francesca Bravi #regaliamounsorriso






 Può un barattolo contenere i nostri momenti felici?

Pari, che lavora alle risorse umane di un'azienda milanese, è una ragazza solare a tratti un po' maldestra, molto legata alla famiglia, piena di amici. Ma è stanca di sentirsi sola: ha avuto numerose avventure, e ora è alla ricerca di un uomo che la faccia sentire amata. Alla vigilia del suo trentesimo compleanno parte per San Francisco: va a trovare Remi, la sua migliore amica che si è trasferita lì per lavoro. La vita di Pari cambia, quasi senza accorgersene, in aeroporto, quando si scontra con un ragazzo dai capelli accuratamente spettinati. Lui, Gianmario, è bello e sa di esserlo, è supponente e, soprattutto, fidanzato, e lei gli cade addosso più e più volte con la sua inconfondibile sbadataggine, durante tutte le tappe del viaggio negli Usa, da Santa Monica a Hollywood passando per le riserve Navajo.

“Il mio barattolo della felicità” è un romanzo tenero e divertente, frizzante e dolce allo stesso tempo. Una storia on the road, in cui la meta finale è l'amore.





Oggi voglio parlarvi di un romanzo molto divertente che via ssicuro le risate non mancaranno sto parlando Il mio barattolo della felicità di Francesca Bravi.





Questa è la storia di Mariastella una donna sulla soglia dei trent'anni,lavora come responsabile delle risorse umane presso un azienza.Vive in un bilocale molto piccolo , dove trascorre le sue giornate dopo il lavoro e anche nel fine settimana in solitudine.Sono passati 7 lunghi anni dal suo primo amore e dall'aora le cose sono cambiate per lei,qualche chilo in più e tante storie andate male per paura di amare nuovamente.

Lei e Remi,la sua migliore amica si conoscono dalla quinta elementare entrambe hanno vissuto in simbiosi l'una verso l'altra,ci sono sempre state,da quando Mariastella vive da sola la sua migliore amica ancora non è andata nel farle visita forse per questo quel piccolo bilocale non l'ha mai considerato casa i primi mesi per questo che si sentre sola e ferita.

Alla vigilia del suo trentesimo compleanno parte per San Francisco dove va a trovare Remi,che si è trasgferita lì per lavoro.La sua vita incomincia nel cambiare già all'aeroporto quando incontro il sui LUI. Più che incontro possiamo definirlo scontro:



Sulla porta del locale accendo la torcia del telefono, controllo a terra fino a dove posso e
inizio a correre continuando a ripetere «Non ci sono serpenti non ci sono serpenti non ci
sono serpenti».
Improvvisamente mi trovo a terra, con il sedere dolorante per la caduta dopo essermi
scontrata con qualcosa, e sento un «Ma che cavolo».
Strabuzzo gli occhi e punto la torcia davanti a me. Faccio scorrere la luce finché non
incontra quegli occhi scuri.
«Signorina! Chi non corre di notte nella Death Valley canticchiando che non ci sono
serpenti? Se mi togli quel faro dagli occhi ti aiuto ad alzarti» e mi porge una mano.
Allungo la mano fino a trovare la sua. Le sue dita avvolgono il palmo della mia mano
stringendolo per far forza e aiutarmi. Il calore della sua pelle mi fa formicolare tutto il corpo.



Lei e la sua migliore amica viaggeranno per tanti posti fantastici e bellissimi ma il caso vuole che tra incontro/scontro la nostra protagonista incontrerà Gianmario.


Riuscirà ad aprire di nuovo il suo cuore?











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