venerdì 27 gennaio 2017

Intervista a Laura Mercuri






1)Benvenuta Laura e grazie per dedicarci il suo tempo .Come nasce l'idea di ogni suo romanzo?



Di solito parto sempre da uno dei personaggi principali o da una situazione. Nel caso de “Il solo modo per coprirsi di foglie” l'idea iniziale mi è venuta dal desiderio di analizzare due diverse generazioni alle prese con i sentimenti, e dalla voglia di farle confrontare.”Ogni tuo silenzio”, invece, è nato dal personaggio di Emilia, un giorno è arrivata nella mia testa, scappata via da casa sua, coi suoi capelli rossi e un gran bisogno di sentirsi amata. Così è arrivato pure Aris.



2)Ogni suo libro ha un grande successo, come spiega tutto ciò?



Grazie per l'ottimismo,ma direi che ancora sono parecchio lontana dal “grande successo”, almeno in senso commerciale. Certo il fatto di vedere i miei romanzi in libreria mi dà molta gioia, ma per uno scrittore che questo accada non può essere che l'inizio… Tantissimi libri arrivano in libreria, ma ne scompaiono in fretta, rimpiazzati da altri “nuovi” libri. La sfida vera è restare in libreria, vendere tanto da rendere necessarie delle ristampe. Quanto al fatto di essere almeno arrivata in libreria, me lo spiego come la somma di tre fattori: una lunga gavetta, una testarda passione per la scrittura e il classico pizzico di fortuna.



3)Cosa hanno in comune i personaggi dei suoi libri con lei?



Ogni personaggio ha qualcosa in comune con chi li ha ideati, secondo me, almeno i personaggi principali, ma non sempre parliamo di un'identità,anzi. Alcuni miei personaggi sono come mi sarebbe piaciuto essere e non sono, o come cerco di essere senza riuscirci. Alcuni hanno tratti di me, ma per altri versi invece non mi somigliano per niente. Difficile fare un discorso generale. Forse mi riesce più facile rispondere a questa domanda facendo un esempio concreto: Anita,per dirne una, ha quel talento per il canto che io avrei tanto voluto avere e non ho. Daniel, invece, ha la mia stessa difficoltà ad adattarsi alle situazioni “sociali”, a relazionarsi con disinvoltura con persone che conosce appena.



4)Daniel e Anita sono una coppia di giovane ragazzi,ogni tua opera parla di

ragazzi giovani con problemi è un messaggio che lasci ai giovani di oggi?



Direi che è solo un caso la presenza di ragazzi giovani nei miei libri, o meglio, è il risultato del fascino che la giovane età ha su di me, come quello di un tempo irripetibile, durante il quale si potrebbe fare qualsiasi cosa ma, per mancanza di esperienza e fiducia in se stessi, al contrario, quasi come una beffa non si riesce a fare quasi niente,si è spesso bloccati, e a volte si prendono decisioni che nel futuro si rivelano sbagliate. Il fatto poi che i “miei” ragazzi abbiano sempre dei problemi è giustificato dal fine “ludico” del narrare: che interesse può avere per uno scrittore scrivere la storia di qualcuno che non ha problemi? E comunque penso che qualcuno che davvero non ha problemi, specie se è giovane, non esista davvero. Vivere è un compito tanto appassionante quanto difficile.



5)Pregi e difetti di Daniel e Anita?


Non saprei dirlo, io li amo troppo tutti e due… e comunque non sono abituata a pensare nemmeno alle persone, figuriamoci ai personaggi, in termini di “pregi e difetti”. Per me più che di pregi o difetti si tratta di caratteristiche, che alcuni possono considerare positivamente mentre altri no. Se io sono una persona impulsiva un mio amico molto freddo e razionale potrà considerare la mia impulsività un difetto, mentre un altro simile a me la considererà un pregio. Di  Daniel si può dire che è un indeciso, ma altri potrebbero considerare quell'indecisione come cautela, mentre Anita è certamente una che non pensa prima di agire, ma questo suo modo passionale di prendere la vita è certamente anche la ragione del suo fascino.





6)Il titolo:Il solo modo per coprirsi di foglie cosa rappresenta per te?



Ho scelto questo titolo perché è il verso di una poesia di un'artista che adoro, Wislawa Szymborska, e ho messo la poesia intera come epigrafe, nel libro, per dar modo ai lettori di comprendere, appunto, il senso del titolo del romanzo. Dice, per intero: “La vita è il solo modo per coprirsi di foglie”, cioè di fare molte cose che appaiono banali e quotidiane, spesso sciocche, ma che provocano in noi quelle emozioni, anche piccole, che ci nutrono, che ci fanno alzare dal letto la mattina.



7)Stai lavorando per un nuovo romanzo?



Certamente. Direi che io sto sempre lavorando a un nuovo romanzo. Anzi, ne ho già terminato un altro, e sono appunto all'inizio di una nuova storia. Quando non scrivo mi sembra di vivere “a metà”, di non dare senso alle mie giornate.



8 )Da self sei passata ad una grande casa editrice. Come ti sei sentita la prima volta?



Emozionata, ovviamente. Grata, anche, che qualcuno abbia voluto scommettere su un mio romanzo. E, come dire, “protetta”: una grande casa editrice lavora insieme a te, ti aiuta a rendere il tuo libro migliore, si impegna a cercare una cover adatta alla storia, ti sta vicino, in qualche modo. Almeno, questa è la mia esperienza con Bookme-De Agostini, più che editori li considero amici, ormai.



9)Molti giovani autori tentano le grandi case editrici,un consiglio che vorresti dare a loro?



Io ho cominciato, anni fa, pubblicando con una casa editrice tedesca, che pubblicava romanzi in italiano, solo in ebook. Poi sono passata a una casa editrice minuscola, che ha molto ben lavorato ma i cui libri erano reperibili solo su ordinazione. Nonostante dal punto di vista commerciale non abbia ricavato nulla da queste due esperienze, sono state per me molto formative. Quindi il consiglio che darei a un giovane autore è di andare per gradi, rivolgendosi prima alle piccole case editrici che però lavorano bene, facendosi notare un po' dagli addetti ai lavori. Le grandi case editrici ricevono ogni giorno decine di manoscritti, è facile che anche un romanzo di pregio possa sfuggire. Oggi, poi, col selfpublishing, si può tentare la fortuna: curando bene sia il contenuto che l'impaginazione del testo, trovando una bella cover, ci si può buttare, sperando che qualcuno ci noti, come è capitato a me con DeA.



10)Le tue opere nascono di giorno o la notte?



Nascono quando sono sola, quindi di solito di giorno, quando marito e figlio non ci sono, ma quella è solo la parte pratica dello scrivere. In realtà quando sto scrivendo un romanzo ci sto sempre dentro, anche quando sono fuori, mentre faccio la spesa, o chiacchiero con un'amica, una parte della mia testa resta sempre nella storia. Visto che mi piace far tardi la notte, poi, scrivo spesso anche di notte, quando i miei due maschi di casa dormono. 



Grazie mille Laura,per essere stata nostra ospite,amo il tuo stile fin dall'inizio quando ancora non eri una stella delle librerie più in d'Italia.



Grazie mille a te, è stato un piacere rispondere alle tue domande. Grazie per le tue parole e per il tuo incoraggiamento.

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