lunedì 16 gennaio 2017

Recensione:Il solo modo per coprirsi di foglie di Laura M.Leoni





Tra le pagine di questo libro incontrerete Daniel, un riservato ragazzo italo-inglese in Italia per l'Erasmus, che cerca l'occasione di camminare da solo e si ritrova travolto da una passione fortissima; Claudia, la sua insegnante d'arte, una donna insoddisfatta e succube di una certa idea di moglie e di madre; e Anita, studentessa con il talento della musica, una voce prodigiosa e un triste segreto celato dietro il sottile paravento di due labbra imbronciate. È il desiderio la forza che manda all'aria questi destini, costringendo i protagonisti a uscire allo scoperto una volta per tutte. Per capire che non esiste difesa dal mondo, dalla luce e dal dolore che a ogni respiro ci trafiggono con la stessa vertiginosa ferocia. Con uno stile semplice e profondo, l'autrice scava nei pensieri, nelle azioni, negli umori e nei traumi nascosti dei suoi piccoli eroi quotidiani, dando voce alla loro voglia di combattere, di non arrendersi, di essere semplicemente se stessi. Perché, parafrasando la magnifica poesia che dà il titolo a questa storia, vivere è il solo modo per coprirsi di foglie. 





Se amate le storie d’amore allora DOVETE assolutamente leggere questo libro! Non potrete non amarlo come ho fatto io. Perché questo libro racconta l’amore. L’amore che nasce e l’amore che muore.











Daniel in Erasmus a Roma ci mette poco a capire che Anita gli ha rubato il cuore. Lei è una ragazza difficile, con un passato difficile, ma a lui non importa, la vuole comunque. Vedere nascere la loro storia, così sofferente ma unica allo stesso tempo, è stato un uragano di emozioni indescrivibile, che alla fine mi ha portato a soffrire con loro. È la dimostrazione di come un amore, se vero, può sconfiggere tutto e tutti. Anche le proprie paure e insicurezze. Daniel e Anita si amano, ma mentre lo fanno non possono fare a meno di farsi del male a vicenda, fino a quando non capiranno che l’unico modo in cui possono andare avanti è insieme.


E poi c’è Claudia, che intreccia la sua vita con quella di Daniel, diventando presto sua amica, nonostante sia la sua professoressa di arte. Si perché non importa l’età o i ruoli che ognuno ha, quando ti trovi davanti una persona come Daniel non puoi non volergli bene.


Non puoi stare zitta a guardare mentre soffre, soffre per amore in un modo che tu conosci fin troppo bene. Claudia è sposata con Paolo da così tanti anni da non ricordarsi nemmeno com’era amarlo veramente. È triste, si porta dentro un dolore troppo pesante, che nemmeno suo figlio riesce ad alleggerire, anzi. Si guarda allo specchio e non si riconosce più. Come ha fatto a diventare così? Era questo quello che voleva? Claudia è stanca di non sentirsi amata e apprezzata, e allora fa l’unica cosa che può fare quando si è arrivati tanto in basso.

Si rialza e decide di prendere la sua vita in mano e trascinarla in salvo. Attraverso queste due storie si riscoprono sentimenti che a volte vengono dati per scontati, ma che sono importanti come non mai. Amore, amicizia, dolore, ma anche forza, coraggio e determinazione.

Ho pianto e riso con i protagonisti, e ho superato insieme a loro gli ostacoli che le loro storie hanno dovuto affrontare. Ma soprattutto li ho amati, e ho amato insieme a loro.





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