lunedì 13 febbraio 2017

Recensione:I nostri cuori chimici di Krystal Sutherland







«Di solito sapevo riconoscere e dare un nome alle mie emozioni. Ma questa volta era qualcosa di nuovo. Un sentimento enorme, grande come una galassia, così ampio e intricato che la mia povera testolina non riusciva a comprenderlo. Come quando senti che la Via Lattea è composta di quattrocento miliardi di stelle e pensi: "Oh, è piuttosto grande" ma il tuo minuscolo cervello umano non sarà mai in grado di comprendere quanto sia gigantesca, perché noi siamo troppo piccoli. Era così che mi sentivo.
«Non fare l'idiota, Henry» dissi. «Non innamorarti di questa ragazza.»
Quando arrivai a casa accesi il computer e scrissi: «Non ho mai avuto una ragazza perché non ho mai incontrato qualcuno che volessi in quel modo nella mia vita. Tranne te. Per te potrei fare un'eccezione.»

Henry Page ha 17 anni e non si è mai innamorato. Paradossalmente, la colpa è del suo inguaribile romanticismo: Henry è da sempre così aggrappato al sogno del Grande Amore da non aver lasciato spazio alle cotte che da anni elettrizzano le vite dei suoi amici. Non è una scena da film nemmeno il primo incontro con Grace Town: Grace cammina con il bastone, porta vestiti da ragazzo troppo grandi per lei, ha sempre lo sguardo basso. Complice il giornale della scuola, Henry se la ritrova vicina di scrivania, e presto precipita nella rete gravitazionale di Grace, che più conosce, e più diventa un mistero. Grace ha ovviamente qualcosa di spezzato e questo non fa che attirare Henry, convinto di poterle ridonare quel sorriso che fino a pochi mesi prima la accompagnava ovunque. Ma forse il Grande Amore è più amaro di quanto i romantici credano. Età di lettura: da 10 anni.


 “Avevamo un amore difficile, io e Grace, quel tipo di amore che ti faceva annegare se ti immergevi troppo. Era un amore che ti legava piccoli pesi al cuore, uno alla volta, finché lui diventava così pesante che si staccava dal petto”.

Carissimi lettori, condivido con voi queste parole per prepararvi ad affrontare questo libro.



Vorrei che qualcuno l’avesse fatto con me, perché decisamente non ero pronta per questo amore. Un amore straziante e doloroso, combattuto e sofferto, che sicuramente non si avvicina minimamente a quelli tutte rose e fiori con finali scontati da “E vissero per sempre felici e contenti”. Non è un amore perfetto, ma è bellissimo. Procediamo con calma però.

Questo libro non è solo una bellissima storia d’amore, ma è anche profondità e sentimenti, divertimento e spensieratezza, con una scrittura che personalmente amo molto e personaggi semplicemente perfetti. Per una volta la storia viene narrata interamente dal protagonista maschile Henry, e non da quello femminile come in quasi tutti i romanzi d’amore. La scrittura è divertente e spiritosa, piena di battute e pensieri che ti fanno davvero sorridere, nonostante la situazione sia magari dolorosa. Prima di parlarvi dei due protagonisti voglio spendere due parole per i genitori di Henry, dei veri fighi, che ognuno di noi vorrebbe avere come genitori:

“Henry: Mamma, stasera esco e non so a che ora sarò a casa o dove vado esattamente. Non sono sicuro al cento per cento, ma potrei anche infilarmi in qualche attività illegale, va bene?
Mamma: un’avventura eh? Ottimo. Iniziavo a stare in pensiero.”


Dicevamo Henry, me lo sono immaginato come un classico sfigato, un po’ rachitico e maldestro, ma d'altronde è lui stesso ad associarsi a Severus Piton, (altra cosa che ho amato del libro, riferimento ad altri libri attuali come Harry Potter o film vari) quindi l’aspetto dovrebbe essere giusto…insomma non un gran bel ragazzo ecco! Grace invece dovete immaginarvela come la tipica bella ragazza, che dopo aver subito un evento traumatico (vi lascio scoprire quale) si riduce in uno zombi vagante, che in questo caso zoppica, si lava poco e si veste da maschio. Ora sicuramente questi erano buoni presupposti per un amore complicato, ma non pensavo davvero così complicato.

Ciò che li unirà sarà il giornalino scolastico, il quale darà il via alla loro stramba relazione. Ammetto di aver odiato Grace ad un certo punto, non si può far soffrire così un povero ragazzo che ti ama con tutto il cuore e farebbe di tutto per te. Soprattutto non si può far soffrire così noi poveri lettori, facendosi versare non poche lacrime (si lo ammetto. Ho pianto. Più volte). Come sempre non voglio raccontarvi troppo, perché i libri vanno scoperti, e per questo sono veramente poche le parole che potrebbero trasmettervi le emozioni che ho provato leggendolo, ma vi garantisco che sarà una bellissima dolorosa storia d’amore.

 Apprezzo tantissimo il fatto che l’autrice abbia avuto il coraggio di dare una certa fine ai suoi protagonisti, non tutti ce l’hanno. Perché in fondo una storia d’amore non deve essere per forza felice e spensierata per essere bella, a volte gli amori migliori sono quelli che non nascono mai, e come dice Grace “le storie con un lieto fine sono solo storie non ancora finite”.

 


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