lunedì 27 marzo 2017

Recensione:La tela russa di Sonia Perin







Una pericolosa minaccia incombe su Venezia e l’unica speranza di salvezza è nelle mani di una sola persona. Il carnevale rischia di trasformarsi in un’enorme maschera di sangue e distruzione ordita dall’Isis e da alcuni terroristi russi. Un passato che non vuole essere dimenticato e che torna, più potente e reale che mai, nella mente e nel cuore di una donna. Un incubo so?ocante che si nutre degli ideali dell’estremismo islamico.





Asia Colmar, alias Antonia Verga, è un ex agente dei servizi segreti che ha deciso di abbandonare la vita da spia dopo aver perso il marito in un’operazione che aveva lei come bersaglio…ora lavora in un agenzia di viaggi e la sua sembra una vita normalissima e tranquilla…finchè un giorno non si imbatte proprio per lavoro in una cospirazione terroristica. Asia si ritrova a lavorare con i nuovi proprietari dell’agenzia per cui lavora…che scopre essere coinvolti proprio nell’attentato che ha visto suo marito tra le vittime.






Il gruppo  di terroristi russi in cui Asia si imbatte è segretissimo, pericoloso ed è sulla lista nera dei servizi segreti di tutto il mondo. Asia non può tirarsi indietro e far finta di non aver riconosciuto uno tra i terroristi più ricercati al mondo e si ritrova suo malgrado di nuovo operativa.
Ma non è tutto…nella vicenda è coinvolto anche l’Isis, uno dei peggiori incubi del mondo moderno, col suo spaventoso quanto reale odio verso i cosiddetti “infedeli”.
I terroristi stanno a poco a poco infiltrandosi nelle agenzie di viaggio principali in molte città europee e stanno progettando un attentato che avrà luogo a Venezia, punto d’incontro delle navi turistiche in arrivo da tutta l’Europa.

“…Aveva capito che tutte le navi avevano il punto di arrivo a Venezia e che l’attentato  sarebbe stato sferrato nella città lagunare” 

La storia è originale, moderna e avvincente, cela però anche temi che fanno riflettere su tematiche molto attuali come il terrorismo.

“L’Isis voleva che il mondo cominciasse a tremare…Il mondo era da cambiare, il prezzo da pagare era alto, non solo in soldi ma in vite umane”

Se posso fare una critica, minima ma che renderebbe la lettura più piacevole, è che la narrazione a volte è troppo veloce. Non fraintendete, capisco il passare velocemente da una situazione all’altra, ci si trova catapultati dalla Russia, a Venezia, a cortina e all’olanda e la cosa mi piace rende la narrazione dinamica e fluente. Lasciano però un po’ di perplessità ad esempio il fatto di far improvvisamente nascere in due righe un’improbabile attrazione tra Asia e uno (non vi svelo troppo!) che cinque minuti prima la voleva uccidere e che è coinvolto con i terroristi…

 






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