lunedì 20 marzo 2017

Recensione:L'universo nei tuoi occhi di Jennifer Niven








Affascinante. Divertente. Distaccato. Ecco le tre parole d'ordine di Jack Masselin, sedici anni e un segreto ben custodito. Jack non riesce a riconoscere il volto delle persone. Nemmeno quello dei suoi fratelli. Per questo si è dovuto impegnare molto per diventare Mister Popolarità. Si è esercitato per anni nell'impossibile arte di conoscere tutti senza conoscere davvero nessuno, di farsi amare senza amare a propria volta. Ma le cose prendono una piega inaspettata quando Jack vede per la prima volta Libby. Libby che non è come le altre ragazze. Libby che porta addosso tutto il peso dell'universo: un passato difficile e tanti, troppi chili per farsi accettare dai suoi compagni. Jack prende di mira Libby in un gioco crudele, un gioco che spedisce entrambi in presidenza. Libby però non è il tipo che si lascia umiliare, e il suo incontro con Jack diventa presto uno scontro. Al mondo non esistono due tipi più diversi di loro. Eppure... più Jack e Libby si conoscono, meno si sentono soli. Perché ci sono persone che hanno il potere di cambiare tutto. Anche una vita intera.




GRAZIE. Mi sento di iniziare così questa recensione, per farvi capire l’intensità di questo libro, che non è solo una bella storia tra adolescenti. Un grazie immenso che va all’autrice di questo fantastico libro che mi ha riempito il cuore. L’ho letteralmente divorato, e per ogni pagina che leggevo ne avrei volute mille in più. Queste storie per me sono davvero il top, e questa è stata semplicemente unica. I protagonisti sono Jack e Libby. Jack il figo e Libby la cicciona.

All’inizio ero un po’ titubante su come l’autrice avrebbe potuto sviluppare una trama così forte e problematica, ma fortunatamente mi sono subito dovuta ricredere. Partiamo da Libby, taggata con l’etichetta di “L’adolescente più grassa d’America”, infatti a soli 13 anni l’hanno dovuta estrarre dalla sua casa tramite una gru, e ha dovuto lottare per perdere tutto il peso (300 kg) accumulato dopo la morte della madre. Ma Libby è anche una combattente, una persona stupenda, che si piace così com’è, che è contenta di sé stessa, e lo vuole urlare al mondo. Per questo non si lascia colpire da nessuno, è sempre pronta a ribattere alle offese che riceve, e nonostante tutto e tutti riesce pure a divertirsi, senza contare gli attacchi di panico naturalmente.

Per questo quando Jack decide di cavalcarla come un toro da rodeo, per uno stupido gioco inventato dai suoi amici, lei reagisce sferrandogli un potente pugno in piena faccia. Da lì partirà la loro amicizia, basata principalmente su un segreto che Jack non ha mai rilevato a nessuno. Jack infatti soffre di una malattia molto particolare, la prosopagnosia, che non gli permette di riconoscere i volti delle persone, neanche dei suoi famigliari, trovandosi sempre a che fare con dei perfetti sconosciuti. L’autrice è stata bravissima a creare le loro due personalità, così diverse ma così uniche da intrecciarsi perfettamente. Inoltre la narrazione da entrambi i punti di vista permette di capire perfettamente che cosa stanno passando i due ragazzi.




Libby infatti non ha paura di mostrarsi così com’è, e farà di tutto per farlo capire a tutti gli altri, anche mettersi in bikini davanti a tutta la scuola. Libby non si nasconde. Mentre invece è quello che fa esattamente Jack, nascondendosi perfino da sé stesso. I suoi amici sono degli stronzi, e forse l’unica ragione per cui non li ha ancora mollati sono i loro tratti distintivi, che li rendono riconoscibili dagli altri, e sono la sua ancora di salvezza in mezzo a un mare di sconosciuti. Libby diventerà speciale per lui, e grazie a lei imparerà a combattere per essere ciò che è in realtà, e non ciò che gli altri vorrebbero. Il libro si concentra sulle loro storie difficili che si intrecciano e alla fine si legano inesorabilmente. Jack infatti alla fine scoprirà che è lei che vede. Si ricorda sempre di lei, anche quando non ce l’ha davanti agli occhi. E non la riconosce per la sua stazza o il suo peso, come molti potrebbero pensare, ma per il suo viso, i suoi occhi, le sue lentiggini, tutto… ma Jack avrà anche un po’ di cose da farsi perdonare da Libby e lascio a voi scoprire cosa succederà. Come dicevo all’inizio però il libro non è solo una bella storia, ma spinge soprattutto il littore a riflettere sulle cose importanti della vita, e leggere delle difficoltà con cui i due ragazzi devono affrontare la loro vita ti lascia davvero tante cose su cui pensare.

Unica pecca? La mancanza di un epilogo, che poteva raccontarci come avrebbero affrontato la loro vita da quel momento in poi. Ho dovuto immaginarmelo io, e per quanto abbia pensato al finale perfetto, avrei davvero preferito che l’autrice spendesse qualche parola sul loro ipotetico futuro.

Sicuramente è un libro che mi ha trasmesso molto, e mi ha dato una forza incredibile per credere in me stessa, come Libby, e secondo me merita assolutamente un po’ del vostro tempo




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