domenica 12 marzo 2017

Recensione:Qualcuno come te di Angela G.Di Maio







La storia di un incontro casuale, un colpo di fulmine tra una donna e un uomo dalla vita e dal carattere diversissimi, entrambi accomunati dal timore di vivere i sentimenti fino in fondo. Leah e Nathan vivono ognuno in un proprio mondo fatto di regole intransigenti a cui obbediscono per non rischiare di mostrarsi nella propria interezza di persone desiderose di amare e essere amati.
La passione e l’amore l’uno per l’altra, raccontata da entrambi, secondo il proprio punto di vista, in un canto a due voci, li travolgerà abbattendo ogni limite autoimposto.
Reagiranno in modo diverso, sconvolgendo se stessi per primi, scoprendo però che di fronte a un sentimento tanto profondamente intenso non esistono fughe né compromessi.



 Mi dispiace sempre fare recensioni non proprio positive ai self, ma spero ogni volta che la mia sincerità venga apprezzata e presa come uno stimolo a migliorare e non come un “attacco” al proprio lavoro, perché non vogliono essere questo. Il self di oggi è “Qualcuno come Te” e partirei dalle note positive, come ad esempio la scrittura, che nonostante sia molto elaborata e piena di dettagli non risulta pesante e si fa capire subito dal lettore. L’idea dei protagonisti non era male, ma il loro carattere non è stato approfondito molto, come le loro paure, che anche se presenti risultano molto superficiali. Il problema di questo libro credo sia stata l’idea iniziale (e il conseguente sviluppo).




I due protagonisti, Leah e Nathan, si intravedono un paio di volte al centro commerciale dove lei lavora (come osservatrice, non so bene se questo lavoro esista veramente, ma sicuramente è strano e mi è sembrato un po’ una scusa per farli “incontrare”) e così da un momento all’altro finiscono a letto, praticamente senza dirsi nulla e senza conoscersi minimamente. Mi dispiace ma non l’ho trovato per nulla veritiero, non credo sia possibile che due persone possano comportarsi in questo modo, andando con uno sconosciuto (e quando dico sconosciuto intendo proprio sconosciuto visto che si saranno scambiati 2 parole forse), fregandosene di tutto il resto. So che i libri raccontano spesso storie fantastiche che raramente potrebbero verificarsi nella vita reale, ma apprezzo sempre almeno un po’ di veridicità nelle cose. E questo libro non ne ha avuta molta.

 Dopo l’inizio improvvisato la storia prosegue in egual modo… i due instaurano un rapporto praticamente segreto (visto che lui ha una psuedofidanzata) basato su poche cose (o almeno a noi ne vengono rivelate poche), che entrambi usano per scappare dalla realtà. Infatti praticamente passano le loro giornate chiusi in casa a letto (sia mai andare fuori a cena o da qualche parte) per poi ritornare alla propria vita. Naturalmente Nathan e Leah si avvicinano sempre di più, e non potranno più stare uno senza l’altro, ma le paure e le convinzioni giocheranno brutti scherzi. Però non c’è nessun colpo di scena o suspense, una storia molto piatta che non mi ha colpita per niente.

Non succede veramente nulla, a parte qualche cambiamento interiore nei due protagonisti, che abbatteranno i loro muri esterni. Per il resto non c’è molto da dire perché la storia comunque è breve e le cose che accadono poche. Peccato davvero, perché le capacità descrittive dell’autrice potevano essere sfruttate meglio.

 





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