domenica 30 aprile 2017

Recensione:Diario di una booklover di Isabella D'Amore




hi è il bibliofilo? “Chi ama i libri in se stessi, per la loro antichità o rarità, e ne fa collezione” recita il dizionario Treccani. Ecco dunque la definizione dei cosiddetti booklover. Una razza aliena? No, una vera e propria schiera di amanti dei libri che hanno un profilo ben preciso. Un breve saggio, divertente e senza pretese, in cui si fa un viaggio nelle piccole manie, gioie e debolezze dei booklover. Ce n’è di ogni tipo: annusatori di libri, collezionisti di gadget letterari, amanti delle edizioni speciali, lettori incalliti, book-blogger, Amazon-dipendenti. Non mancheranno ovviamente consigli di lettura e soprattutto tanti suggerimenti per acquisti “librosi”. Caricate le vostre carte prepagate e tenetele pronte. Si parte!


 “La malefica recensione tanto temuta”, come ci suggerisce l’autrice, a volte le nostre recensioni non sono proprio facili. Per fortuna non è questo il caso, e la mia recensione (per una volta) non sarà per nulla malefica.







Diario di una booklover è un breve saggio pensato apposta per noi lettori accaniti. Cosa c’è di meglio? Frizzante, spensierato e divertente, ma soprattutto vero. Vero parola per parola. Perché diciamocelo, quante volte siamo incompresi dal resto del mondo che a malapena sa cosa significhi “libro”?! Quindi essere capiti per una volta, anzi incitati, riempie il cuore di gioia. L’autrice penso abbia tutte le capacità per cimentarsi nella scrittura di un romanzo, che sicuramente correrei a leggere.

La sua scrittura non solo è chiara e diretta, ma anche ironica e piena di passione. Passione che trasmette facilmente al lettore.


Manie da lettori, dibatti odierni (meglio cartaceo o ebook?!) e anche tanti consigli librosi. In particolare ho amato il suo modo di affrontare proprio il tema ebook e cartaceo (connesso anche alla scomparsa delle “vere” librerie) con cui mi sono trovata pienamente d’accordo, vista anche la mia passione per il formato digitale.
Ma anche tante spunti per seguire a 360 gradi quello che è il fantastico mondo della letteratura. Unica pecca? Finisce troppo presto.
Quindi qui la vera domanda non è “perché leggerlo?”, ma “perché non leggerlo?”.

 



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