martedì 18 aprile 2017

Recensione:La prima volta che ti ho incontrato di Pippa Croft




Quando Lauren Cusack, figlia di un senatore americano, arriva nel bellissimo Wyckham College di Oxford, spera sinceramente di riuscire a riattaccare i pezzi del suo cuore infranto da una brutta delusione d’amore buttandosi a capofitto nello studio. Ma all’improvviso piomba nella sua vita il nobile inglese Alexander Hunt e tutto cambia. Sexy, riflessivo, con un passato oscuro da cui vuole fuggire, quel ragazzo è proprio tutto ciò di cui Lauren non ha bisogno… eppure non può fare a meno di lasciarsi travolgere da lui. Alexander e Lauren sono consapevoli che dovrebbero restare il più lontano possibile l’uno dall’altra, ma il loro desiderio è così forte e intenso da superare ogni ostacolo. Riuscirà Lauren a conquistare una volta per tutte Alexander? E cosa ha a che fare Hunt con le forze speciali dell’esercito britannico? Quali misteri nasconde il suo passato?


Un incontro ha cambiato la loro vita ma nessuno dei due vorrebbe fosse mai avvenuto… 



Buongiorno cari lettori, ormai mi conoscete e sapete bene che la maggior parte delle volte devo andare contro corrente per essere felice.E quindi anche in questo caso la mia è un enorme delusione per quella che, a dire degli altri, era una grande serie, fantastica e imperdibile. Mah…arrivata alla fine del primo libro (con molta fatica aggiungerei) non saprei proprio dirvi un solo motivo per tutta questa fama. 








Di entusiasmante e particolare non c’era proprio nulla, anzi ricade nei soliti cliché una pagina si e l’altra pure. A partire dai protagonisti: Alexander, figlio di un ricco Conte e membro dell’esercito, freddo distaccato e stratega, che tutto vuole e tutto ottiene; Lauren, figlia di un politico americano, che dietro una maschera di apparente fragilità nasconde una leonessa con tanto di artigli, che di certo non fa “sudare” le cose al ragazzo. I due si incontrano ad Oxford, dove entrambi studiano, e da subito tra loro la tensione sessuale è alle stelle. Ci tengo a sottolineare questo punto perché cavoli praticamente non fanno altro che chiudersi in camera da letto e fare di tutto e di più. Tralascio come siamo arrivati a questa “intimità”, perché davvero troppo banale e scontata, ma è mai possibile che si abbiano scene di sesso ogni due pagine? Non mi sembra proprio che il target del libro sia “erotico”, ma dovrebbe visto che la storia si basa praticamente solo sulle loro “bellissime” prestazioni a letto. Si perché altro non succede, e ad un certo punto ero davvero stufa di cercare di farmi piacere questo libro. Inizialmente difendevo pure l’autrice, stando dalla sua parte e capendo quindi che doveva aggiungere un po’ di frizzantezza alla storia per non far addormentare il lettore, visto che sul resto non aveva le idee molto chiare. Ma tutto ha un limite. Protagonisti visti e rivisti, con caratteri odiosi che sprigionano ricchezza e superiorità da tutti i pori. Personalmente non sopporto questo genere di personaggi, che nonostante i buoni propositi dimostrano puntualmente quanto valgono in base al conto in banca. E qui sono addirittura due, per non parlare poi di quelli secondari.

La scrittura poi è ripetitiva e banale, e lascia davvero troppo divario tra le scene di sesso e le altre. Infatti in alcuni casi vengono utilizzati anche termini più “colti” e i dialoghi raggiungono un certo livello, mentre nelle scene di sesso l’autrice cade nella banalità di “ah-ah” e “mh-mh”, utilizzando per la descrizione parole a mio gusto un po’ troppo spinte per la linea che dà al resto del racconto.
Anche se sicuramente non avrebbe cambiato le sorti del libro, forse l’utilizzo di una doppia narrazione avrebbe aiutato a capire meglio dove l’autrice volesse andare a parare, sprigionando magati anche qualche emozione in più.




 Dico questo perché sono molte le scene che sembrano buttate lì a caso, giusto per raccontare qualcosa (principalmente sesso), ma che ai fini della loro relazione vale poco e nulla. A parte il fatto che praticamente diventano scopa-amici (o fidanzati come dicono loro) dopo 2 volte che si vedono, e senza conoscersi minimamente, perché in fondo chissene frega se il signorino Alexander (guai chiamarlo Alex potreste essere decapitati) sparisce da un momento all’altro per missioni di cui nessuno sa nulla, l’importante è quanto ce l’abbia lungo.
Il finale non poteva che essere ancora più scontato del resto. Infatti appena i due trascorrono un po’ di tempo insieme, fuori dalla camera da letto, capiscono la loro diversità sociale e caratteriale, e una “separazione” diventa l’unica soluzione. Insomma alla prima litigata si lasciano. Così giusto per sottolineare ancora di più la “profondità” del loro rapporto.

Quello che è sicuro è che di certo non terminerò la trilogia (anzi a quanto pare i libri sarebbero quattro, peggio ancora!) per ben due motivi: Primo, non me ne frega molto di scoprire la loro storia, mi hanno già “intrattenuto” abbastanza; e Secondo, tanto alla fine torneranno a fare sesso felici e contenti, con qualche “dramma” in mezzo.





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