lunedì 3 aprile 2017

Recensione:Una ragione per amare di Rebecca Donovan






Emma Thomas è una studentessa modello e un'atleta prodigio. Ma è una ragazza taciturna e solitaria: non frequenta nessuno tranne la sua amica Sara, non va alle feste, non esce e non ha un fidanzato. E si copre bene per nascondere i lividi, per paura che qualcuno possa indovinare quello che succede tra le pareti domestiche. Mentre gli altri ragazzi della sua età si divertono spensieratamente, Emma conta in segreto i giorni che mancano al diploma, quando finalmente sarà libera di andare via di casa. Ma ecco che all'improvviso, senza averlo cercato o atteso, Emma incontra l'amore. Un amore intenso e travolgente che entra prepotentemente nella sua vita. E adesso nascondere il suo segreto non sarà più così facile.


Se il buon giorno si vede dal mattino…allora oggi cari lettori per me sarà un cattivo giorno. Non vorrei dare la colpa a questa lettura, ma beh in parte è così. Una ragione per amare” è il primo capitolo della serie “Il nostro segreto universo” di Rebecca Donovan.



Le mie aspettative erano davvero alte, vista la trama sicuramente interessante, il successo americano e la permanenza nella mia lista di libri. Insomma non vedevo l’ora di leggerlo. E poi boooooom, nel giro di un paio di capitoli mi viene smontato tutto il mito che mi ero creata. Perché vi starete chiedendo? Beh i perché sono molti. Prima di tutto ho impiegato una lunga settimana per finirlo, una tragedia per me che divoro i libri in un giorno, e da qui già si capisce molto. Secondo, non sono rimasta per nulla catturata dal suo fascino conquistatore dell’America, anzi mi sono abbastanza annoiata, tanto che ad un certo punto sono arrivata a pensare di saltare qualche pagina.

I personaggi e la storia c’erano, peccato che proceda tutto molto lentamente, troppo lentamente. In 400 pagine penso siano molte le cose che possono accadere, mentre qui sono sempre le stesse ripetute all’infinito. E questo mi dispiace molto, perché comunque l’autrice ci parla di un tema abbastanza delicato, ossia la violenza domestica. Sicuramente c’è da riconoscere che tratta con delicata verità questi argomenti, e soprattutto li esprime al meglio, contagiando il lettore. “Vittima” di queste violenze è la nostra protagonista Emma, costretta a subire le continue torture di sua zia, colpevole soltanto di “averle rovinato la vita” entrando a far parte della sua famiglia dopo la morte del padre e l’abbandono della madre, incapace di prendersi cura di lei (come se i suoi zii lo fossero).

Emma soffre in silenzio la sua prigionia, e se non fosse per la sua migliore amica Sara, non vivrebbe nemmeno una vita degna di questo nome. Penso sia chiaro che sua zia sia una pazza, con non pochi problemi mentali, ma le motivazioni secondo le quali agirebbe in questo modo, odiando e torturando Emma, sono davvero poco credibili e piatte. L’autrice avrebbe potuto trovare motivazioni più forti e convincenti, dando così una lettura diversa e più intensa alla storia. La vita di Emma comunque viene stravolta dall’arrivo di Evan, un nuovo compagno di scuola, che mostra subito il suo interesse per quella ragazza invisibile agli altri. Evan darà un assaggio di libertà a Emma, che sarà disposta a tutto per averla, anche cacciarsi nei guai, i suoi guai.

Il rapporto che si crea fra i due ragazzi è indubbiamente “carino e coccoloso”, ma anche questo come il resto, trascinato per le lunghe tra mille pagine. È qui che forse ho notato la prima nota stonata. Allora, Emma non volendo rivelare la verità a Evan, decide che la cosa migliore per entrambi è tenere il loro rapporto sul filo dell’amicizia. E fin qui il ragionamento ci sta, poi però una volta allontanato Evan non ci pensa due volte a buttarsi fra le braccia di un altro ragazzo, il quale oggettivamente non sembra farsi troppe domande sulla vita di Emma, e sul come mai non possa mai uscire. La logica di questa scelta mi è sfuggita, anzi ho trovato che abbia ulteriormente allungato il libro, inutilmente. Sulla storia non c’è molto da dire, come vi ho già raccontato è un continuo ripetersi di episodi, ma sulla scrittura spenderei due parole. Questa è semplice e di facile comprensione, ma l’ho trovata molto descrittiva e priva di alcun sentimento.

L’autrice passa pagine intere a descrivere le case in cui Emma entra, invece di dare peso ai suoi sentimenti, e trasformandola così in un robot, animato da attimi di sovraccarico in cui esplode con troppa rabbia, troppa tristezza, o troppa stupidità. Un altro punto che non mi è stato ben chiaro è come nessuno si accorga della sua situazione, visto che ogni settimana ha un segno diverso. Sara sembra l’unica a sapere la verità, ma anche qualche adulto dovrebbe farsi qualche domanda. Alla fine certo qualche insegnante si sveglia dal sonno profondo e chiede a Emma spiegazioni, ma questa “riunione” l’ho trovata veramente imbarazzante, priva di decisione e vera volontà a scoprire la verità (per non parlare della durata di qualche minuto, qui si che ci voleva una lunga discussione), e avvenuta troppo tardi. Emma non vuole rivelare la verità a nessuno, per proteggere i suoi cuginetti e non rovinargli la vita accusando la loro cara mammina, di certo non gli passa per la testa che forse un giorno potrebbero subire le stesse violenze. A quanto pare l’unica sua idea (o meglio di Evan, tanto le sue decisioni per tutto il libro sono veramente poche) è fuggire con il ragazzo che ama, dove e come non è dato sapersi. Devo dire inoltre che sono molte le cose lasciate così in sospeso, che sembrano essere buttate lì per dare un po’ di sprint alla storia, con scarsi successi.

 Il finale per me è un grande punto di domanda. Nonostante gli avvenimenti portino a situazioni pericolose in cui il lettore dovrebbe spaventarsi per la sorte di Emma e precipitarsi a leggere il secondo volume, la sensazione lasciata non è per niente questa, anzi il mio primo pensiero è stato “finalmente l’ho finito!”.
Se leggerò il seguito? Non credo proprio, almeno per un po’ mi dedicherò a letture più interessanti.
Se lo coniglio? Assolutamente no, non lasciatevi ingannare dalle sue belle premesse

 





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