sabato 27 maggio 2017

Recensione:Mi innamoravo di tutto,storia di un dissidente di Stefano Zorba




Un sotterraneo anonimo. Un pavimento in calcestruzzo, polvere, pilastri nudi e vecchi. E sangue.
Un imprecisato servizio segreto italiano ha un prigioniero, un dissidente che si chiama Coda di Lupo. E vuole farlo parlare, con ogni mezzo necessario.
E Coda di Lupo parla, si racconta, scandendo la sua vita sulle note dell’omonima canzone di Fabrizio De André, dall’infanzia e il G8 di Genova fino agli ultimi, disperati anni di resistenza in Val Susa.
Un romanzo che parla di lotta, di resistenza, di Stato, di sofferenza, di morte. E della gioia di lottare, nonostante tutti i sacrifici che questo comporta.







Coda di Lupo è il suo nome, il suo nuovo nome. Lui è un rivoluzionario, un ribelle…”perché quando sei senza speranza e senza più nulla o ci si spara un colpo in testa o si alza il dito medio e si combatte”. E’ un attivista, che lotta per i diritti civili. Lui è pronto a rinunciare a tutto pur di lottare per quello in cui crede, a lasciarsi tutta la sua vita alle spalle, a rinunciare a tutto per di cambiare quel paese che ritiene tanto corrotto e sbagliato. 




Dalle manifestazioni e dai cortei alla violenza il passo però è molto breve e una volta fatto quel passo come si può tornare indietro? Come si fa a smettere di ribellarsi ad un sistema marcio? Come si può girare la testa dall’altra parte e fingere che non ci riguardi? Non è possibile…sarebbe come arrendersi davanti ad una carica della polizia o stare fermo in angolo a guardare la storia che viene scritta davanti a te senza muovere un muscolo per cambiarla…Coda di Lupo non può tirarsi indietro non quando c’è cosi tanto in gioco. E’ una storia di odio, rabbia e crudeltà ma anche di speranza, lotta e ideali.




Il libro è impegnativo e sicuramente non di facile lettura dato il tema trattato. Il linguaggio è duro, asciutto, molto schietto…ma va bene così, anzi per un libro del genere usare un linguaggio come questo trovo che sia doveroso e qualunque altra scelta stonerebbe. Ne risulta un libro ricco di scene forti e intense, molto coinvolgente, che va oltre le solite storielle e che ti fa scontrare con realtà conosciute ma sottovalutate e inevitabilmente ti porta a riflettere.
E’ l’autore stesso a suggerire la colonna sonora perfetta per questo libro, anzi fa molto di più, perché l’intero libro è stato costruito intorno ai versi di “Coda di lupo “ di Fabrizio De André. La canzona è bellissima e molto evocativa, l’autore ne ha tratto spunto per scrivere ed approfondire la sua storia, se ne è lasciato ispirare per la stesura dell’intero libro. Tutti il libro è infatti accompagnato da citazioni e interi versi vengono riportati a definire i diversi capitoli. Scelta originale ed azzeccatissima che rende il libro unico e davvero originale. 



Voglio fare i miei complimenti sia all’autore, per la storia originale e per l’ottimo lavoro fatto, ma anche alla nuova casa editrice, edizioni AlterNative, “casa editrice che non è una casa editrice”.








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