sabato 13 maggio 2017

Recensione: Come il cielo di Belfast di Elena Magnani




Come il cielo di Belfast è ambientato nei giorni decisivi per la soluzione del conflitto nord irlandese. La storia si svolge su due binari paralleli, da una parte c’è Gaia, una ragazza italiana che parte per Belfast nel tentativo di salvare il suo migliore amico da un matrimonio affrettato; dall’altra Martin, un ragazzo protestante che vedrà infrangersi il suo mondo e mettere a dura prova la sua amicizia con un uomo cattolico. Le vicende si srotolano sulle due strade che per anni hanno visto il conflitto partire in sordina e poi divampare nel suo odio settario più drammatico. The Falls, la via cattolica e The Shankill, quella protestante, fanno da sfondo agli avvenimenti dei due protagonisti, per toccarsi e intersecarsi involontariamente, perché a Belfast nessuno è innocente, nessuno è al di sopra delle parti.





Il libro è molto carino e scritto con uno stile vivace e veloce. E’ un libro abbastanza corto e si legge tutto d’un fiato, fidatevi non riuscirete a staccarvici! I personaggi sono molto particolari e ben studiati, la storia è articolata e ricca di avvenimenti e colpi di scena e il particolare sfondo storico rende questo libro unico.






I due protagonisti sono Gaia e Martin, così vicini eppure così lontani. Entrambi si trovano a Belfast nei giorni decisivi per la risoluzione del conflitto nord-irlandese ma le loro storie si svolgono parallelamente e si incontrano di rado…tuttavia le loro vite si influenzano a vicenda in modo molto profondo. Le loro storie si intrecciano agli avvenimenti della guerra irlandese, Belfast è un paese tormentato e sta vivendo i giorni peggiori del conflitto. Stare per strada non è sicuro, c’è troppo odio ingiustificato e senza controllo, tanta è la paura e la città è in miseria e povertà, in un paese in cui la guerra tra cattolici e protestanti sembra non poter aver fine. Le politiche sociali e religiose sono molto forti e presenti in questo romanzo storico che vi consiglio assolutamente di leggere. Vi consiglio anche di ascoltare la colonna sonora allegata a questa recensione, canzone sconosciuta, almeno per me, ma scritta appositamente per la guerra irlandese…molto carina e vi rimarrà in testa!!!






Martin dovrà riuscire a superare le difficoltà per riuscire a sopravvivere ad un passato tormentato e a salvare se stesso. Vincerà l’amicizia con Patrick o prevarranno l’odio e la violenza? Gaia vivrà invece una storia d’amore imprevista e tormentata, che la metterà davanti ad una scelta difficile…


 Io personalmente storco sempre un po’ il naso davanti a questo genere di storie d’amore “lampo”, non mi piacciono i colpi di fulmine perché li trovo sempre molto poco realistici, mi chiedo ma come si fa a perdere la ragione cosi in 2 minuti? Come può uno sguardo cambiare tutto? Questa non è una critica alla storia d’amore di Gaia, anzi, nonostante di solito questo tipo di storie non siano proprio di mio gusto, in questo libro la storia è talmente dolce e ben descritta che è impossibile non rimanere affascinati anche noi dallo sguardo del suo amato…e fidatevi, è praticamente impossibile non invidiare quella pesca!

“I nostri occhi si agganciano e per pochi secondi ho l’impressione che mi manchi il fiato. E come in un sogno, la pesca nelle sue mani assume per me un’importanza enorme. La buccia vellutata, la polpa profumata e succosa, i segni dei suoi denti, delle sue labbra sul frutto maturo. E’ come se sentissi il sapore dolce e pastoso, ne ho la sensazione sulle labbra, in bocca. Una goccia di succo gli scivola lenta lungo la mano, una mano grande e forte, con dita affusolate” 







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