Recensione:Solo per amore di Belva Plain




Donald Wolfe approda dal Midwest a New York nel 1968, carico di ambizioni e di ideali. Il futuro non può che sorridergli: tutte le scelte e le opportunità che la Grande Mela gli offre sono percorribili. E fra queste c'è Lilian, giovane affascinante e ribelle, che Donald sposa sull'onda dell'infatuazione. Basta poco a entrambi per comprendere che il loro non è un matrimonio idilliaco e, alla nascita della figlia, i due sono già praticamente separati. Donald sarebbe disposto a tutto per la sua felicità. Anche a prendere una decisione estrema, ma necessaria...


Buongiorno a tutti cari lettori, tranquilli sono ancora viva! Mi dispiace non essere più presente come prima con le mie recensioni, ma purtroppo tra lavoro, università e questo freddo che mi lascia sempre stanca, ho pochissimo spazio per leggere.
Oggi vi parlo di “Solo per amore”, secondo libro che ho ricevuto con l’iniziativa #Giragiralibri. Purtroppo anche questo come il precedente non mi ha particolarmente entusiasmato, anche se qualche cosa di buono c’era.













L’amore di cui parla il titolo è l’amore di un padre, disposto a tutto per la felicità di sua figlia. Donald infatti dovrà subire le conseguenze delle sue scelte sbagliate e affrettate, dettate solo dal cuore. È un uomo solo, che si è costruito un nome nel mondo degli avvocati partendo da una semplice fattoria, un uomo che aspetta la persona giusta con cui condividere tutti i suoi successi nella grande mela. Non la cercava, ma appena vede Lillian sembrava stesse aspettando proprio lei. Per questo succede tutto così in fretta, l’amore e poi il matrimonio, con quella che sembrava essere la donna perfetta. Ma come sempre le apparenze ingannano e te ne accorgi troppo tardi…

La prima parte del libro è dedicata proprio al loro incontro e al loro amore, seguito poi dai litigi e da scoperte amare. Lillian infatti risulta essere una persona futile, a cui interessa soltanto divertirsi e raggiungere un alto grado sociale. Nasconde anche un passato misterioso, da cui forse deriva il suo carattere e le sue idee, ma al lettore non è dato sapersi. Il loro amore finisce quando ormai è troppo tardi, quando lei rimane incinta e l’unica cosa da fare è prendersi cura di quella bambina che nascerà. Sara proprio questa bambina a cambiare la vita a Donald, in tutti i sensi…

Donald infatti, dopo un iniziale periodo di menefreghismo, capisce che la felicità di quella dolce bambina è tutto ciò che vuole, non importa se dovrà sacrificare tutto quello che conosce. Per questo prenderà una decisione estrema….





Non posso raccontarvi molto di più, perché questo è il fulcro del libro, il colpo di scena su cui si sviluppa tutta la seconda parte della storia, ma posso provare a raccontarvi le mie impressioni.
La trama poteva essere davvero interessante, con alcuni punti forse da rivedere, ma comunque buona, peccato che poi sia stata tirata per le lunghe senza più coinvolgere veramente il lettore. Il colpo di scena è appunto questa decisione estrema di Donal, che avviene a tre quarti del libro, per tutta la restante parte si assiste alla crescita della bambina, crescita che mi ha lasciato del tutto distaccata dal libro non trasmettendomi molto. La storia rimane molto piatte, e il finale altrettanto, tutto quello che capita è facilmente intuibile già parecchi capitoli primi, con i protagonisti che compiono azione poco sensate alle volte.


La scrittura anche non mi ha entusiasmato, molto descrittiva che lascia però i dialoghi incompleti, come se fossero dei robot a parlare, motivo principale per il quale non sono riuscita ad entrare pienamente nella storia.

Credo che l’autore volesse trasmettere al lettore l’amore di un padre, che farebbe di tutto per la sua bambina. Questo mi è arrivato solo in un piccola parte di storia, perché poi per il resto mi sono davvero annoiata. Avevo capito dove voleva andare a parare alla fine, ma anche qui sono rimasta veramente delusa, non penso rispecchi molto la realtà questa storia, e soprattutto determinate scelte di alcuni personaggi. Insomma è stato tirato un po’ tutto troppo per le lunghe, con scarsi risultati. È un libro che dimenticherò facilmente, che nel bene o nel male non mi ha trasmesso nulla, che forse è anche peggio.
Voi ne avete mai sentito parlare? O lo avete letto?





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