Recensione:Tutto il buio dei miei occhi di Silvia Ciompi






«Noi siamo cicatrici, siamo incendi, siamo bruciature e cenere.»
Camille ha vent'anni, ama lo stadio nelle domeniche di primavera, con le maniche corte e le bandiere mosse dal vento, e ama la sua curva, in ogni stagione. Lì salta sugli spalti, tiene il tempo con le mani: è la cosa che ama di più al mondo. È l'unico posto dove si sente davvero viva. Ma un giorno, proprio fuori dallo stadio, la sua vita si spezza. Un'auto con a bordo un gruppo di ultras la investe. Tra di loro c'è anche lui: in curva tutti lo chiamano Teschio. Sembra il cliché del cattivo ragazzo, ricoperto di tatuaggi e risposte date solo a metà. Eppure Teschio e Camille sono come due libri uguali rilegati con copertine differenti. Due anime che non hanno fatto in tempo a parlarsi prima, a guardarsi meglio. Si sono passati accanto migliaia di volte, ma non sono mai stati davvero nello stesso posto. Lo sono ora. Ora che il dolore si è mangiato tutto ciò che Camille era.


Buongiorno a tutti amici lettori! Oggi vi parlerò del romanzo di Silvia Ciompi, “Tutto il buio dei miei giorni”,edito Sperling & Kupfer. Venite a scoprire cosa ne penso!

Gli si era ficcata dentro . Da qualche parte tra lo stomaco e le costole, lui l’aveva guardata e lei si era ficcata lì senza chiedere il permesso. E ci sarebbe rimasta con prepotenza, a riempirgli gli occhi, a mangiargli il sonno e masticargli il respiro,incastrata nella saliva della sua bocca .Non se ne sarebbe andata mai. E lui non lo sapeva mentre la guardava da lontano. Non lo sapeva, ma se la sentiva sotto la pelle, dentro le ossa.













Dopo aver letto queste prime righe del prologo,ho capito subito che sarebbe stato un libro che mi avrebbe regalato una miriade di emozioni tra loro contrastanti … E’ stato davvero così?! Proseguite la lettura e lo scoprirete!

Camille è una ragazza di vent’anni,che ama trascorrere le domeniche allo stadio,ma proprio qui la sua vita si spezza,perché viene investita da un’auto con a bordo gli ultras, tra i quali c’è anche Teschio,il classico cattivo ragazzo.
Vista la sua nuova condizione,Camille a poco a poco si spegne e si isola da tutto e tutti,ma Teschio, che la osserva continuamente da lontano,  non ci sta e inizia a stuzzicarla,sperando in una sua reazione:





Ci deve essere ancora la vita da qualche parte dentro quel corpo da bambina, io lo so che c’è. Ma non basta provocarti per tirarla fuori. Sei più spezzata di quanto credessi e non posso perdonarmi per questo. Non ce la faccio a sopportarlo.


Con il passare dei giorni tra Camille e Teschio s’instaura un legame speciale nonostante i continui battibecchi e ben presto si assisterà a una sorta di inversione dei ruoli,perché Teschio inizia a nutrire dei sentimenti per lei,ma non è in grado di fronteggiarli, quindi sceglie di allontanarsi! A questo punto è Camille che non ci sta e a modo suo glielo farà capire:

“Voglio quel carattere di merda che ti ritrovi, voglio quella faccia da schiaffi che manco un santo riuscirebbe a sopportare , e voglio le tue paure da imbecille, il tuo passato, i tuoi casini e tutto il pacchetto. Io voglio te e tutto il pacchetto se serve per averti. Perché ti sei ficcato nella mia testa ,mi sei entrato sotto la pelle, dentro le ossa e non riesco a toglierti. Non ci posso stare senza di te.”



Il romanzo presenta un pov alternato con una prosa semplice e fluida,ma allo stesso tempo in grado di “colpire” nei punti giusti,per spingere il lettore a proseguire la lettura! Essendo un’appassionata di sport,soprattutto di calcio,ho apprezzato le descrizioni e la trascrizione delle emozioni,che si percepiscono tra gli spettatori durante una partita, anche se non sono mai stata allo stadio … Per me Camille e Teschio sono due facce della stessa medaglia e il loro incontro è la chiave per riemergere dopo una lunghissima apnea e farsi forza l’un l’altro.
Avrei voluto sottolineare ogni singola parola del romanzo,perché,nonostante questo romanzo rappresenti un esordio per questa giovanissima autrice, ha fatto davvero centro con questo struggente romanzo d’amore,che a volte può essere l’unica ancora di salvezza:

L’amore non cancella il dolore, lo amplifica. Incide cicatrici, scava buchi e non cancella il buio. Ma per quanto male ti faccia , ti dà anche la forza di lottare.










Commenti

  1. Ciao Martina, anche a me questo romanzo è piaciuto moltissimo! Avrei sottolineato ogni riga anche io ^_^

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    1. Dall'inizio dell'anno per me è al primo posto tra i libri letti!

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